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Obiettivo Industria by Telebelluno
"Obiettivo Industria e la mostra di San Vito di Cadore.
La rubrica di Telebelluno "Obiettivo Industria" dedicherà tre puntate speciali alla mostra "Bianco di neve" proposta dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti , dal Comune di San Vito di Cadore e dalla Bottega del quadro di Feltre. L'appuntamento è per lunedì 8, lunedì 22 e lunedì 29 agosto con gli orari consueti ore 20.50 circa con replica alle ore 23.10 circa.
Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti, il Comune di San Vito di Cadore e la Bottega del quadro di Feltre anche per l’estate 2011 propongono una mostra incentrata su due pittori bellunesi Pio Solero e Toni Piccolotto. A San Vito di Cadore, presso le scuole elementari di Via Beata Vergine della Difesa, dal giorno 5 agosto al 4 settembre sarà possibile mettere a confronto le esperienze dei due artisti.
Il Presidente Jury De Col commenta: "Grazie a queste mostre, anno dopo anno, assistiamo al delinearsi del panorama della pittura nel novecento bellunese. Abbiamo conosciuto personalità estremamente forti, con vite intense e piene, con il loro aderire ai movimenti culturali e alle correnti del loro tempo, oppure con il fuggirne; i loro spostamenti in tutto il mondo e i continui ritorni.
Un panorama che dà l’idea di come una terra geograficamente lontana forse dai riconosciuti “centri di produzione artistica” nazionali e, ancor più, internazionali, grazie ai suoi pittori, si è sempre trovata coinvolta nei più importanti movimenti del novecento; un ambito fertile che ha offerto ai suoi inquieti artisti una fonte di ispirazione a cui attingere, declinando con tecniche diverse e diverse scuole la stessa materia prima: la natura, la montagna. Pio Solero e Toni Piccolotto come altri prima di loro e come altri faranno dopo" conclude Jury De Col.
Scrive Antonella Alban, curatrice della mostra e del catalogo: "La neve affabula con la magia del suo canto e gli artisti, in modo particolare i “montanari”, non possono rimanervi immuni, se poi, come Pio Solero e Toni Piccolotto ne rimangono ammaliati, allora è fatta: ad essa dedicano tutta la vita. Ne raffigurano i cangianti mutamenti di toni, le trasparenze, le luci e le ombre, ma soprattutto ne narrano i profumi, i silenzi, i vuoti, la storia apparentemente immobile, perché priva della presenza umana. È come essere risucchiati in un vortice di sensazioni che, man mano, si ampliano per palesarsi in tutta la loro evidenza e fare in modo che il rapporto spazio-temporale venga vanificato dinanzi all’incommensurabile".
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